“Ai bordi della strada”: 33 anni di r&b con le Scorie

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“Ehi poche storie, ci son Le Scorie!”. I loro concerti iniziano sempre così, da oltre tre decenni. Per tutto questo tempo si sono fatti conoscere e apprezzare sulla scena musicale romagnola per il loro inconfondibile sound rhythm&blues e per l’insolita mise che indossano sul palco: quando suonano dal vivo, infatti, sono vestiti come gli addetti di una centrale nucleare. Stiamo parlando de Le Scorie, band cesenate composta da Matteo Gaggi (voce, chitarra e armonica), Alessandro Stambazzi (batteria e percussioni) e Marco Fabbri (basso e voce), a cui oggi si sono aggiunti Iacopo Raggi (organo e pianoforte) e Andrea Peradotto (armonica). Del nucleo originario faceva parte anche Angelica Fabbri, che ai tempi suonava l’organo: oggi ha lasciato il gruppo per fare la mamma a tempo pieno.

Una foto storica de Le Scorie

Le Scorie iniziano a suonare insieme nel 1986, l’anno in cui tutto il mondo scrutava il cielo alla ricerca delle polveri grigie diffuse nell’aria dall’esplosione di Chernobyl. Il nome di quell’allora gruppo di amici delle superiori si ispira, infatti, proprio a quel cielo. “Gli strumenti c’erano ma di terza mano, acquistati con gli spiccioli messi da parte giorno per giorno – spiega la band sulla sua pagina Facebook -, con i contributi natalizi e col saldo attivo determinante di un regalo inaspettato arrivato dallo zio lontano. Un modo come un altro per vivere il proprio tempo, riempirlo di suoni, colori e soprattutto gridare al mondo la voglia di vivere. Era l’epoca del primo revival dei mitici anni ‘50 e ’60, in cui si riscoprivano suoni e parole che erano state dei genitori, ma che in quel momento sembravano più che mai attuali, e si recuperavano dalle cantine vecchi 45 giri in vinile, corrosi dall’uso e riuso, ma che ancora regalavano emozioni quando li riascoltavi in compagnia, magari ad una festa il sabato sera tra fiumi di birra e ammucchiate. E allora si suonava e si risuonava, si passavano giorni interi chiusi in cantina o nella casa in campagna di un amico a provare e riprovare per ricreare quei suoni e inventarne di propri. Chitarre taglienti, possibilmente Rickenbacker o l’italianissima EKO, batteria sbidonata di marca giapponese come una bella motocicletta, un vecchio organo ELKA modello Capri Junior acquistato per poche lire dal rigattiere sotto casa, il basso acustico Hofner sempre o quasi sempre sopra le righe, ma sopra tutti, madre, sorella e amante nonché regina del rhythm and blues: il suono di un’armonica!”.

“Siamo amici fin dall’adolescenza – ci spiega il frontman, Matteo Gaggi -. Negli anni Ottanta, quando le giornate scorrevano lentamente (non c’era internet e nemmeno il cellulare), la musica per alcuni giovani come noi era un riempitivo. Erano anni di grande fermento culturale: a Cesena nascevano in quel decennio il Vidia Club e Il Suono degli Spazi, l’associazione di Bagnile in cui orbitavano tutti i musicisti della zona, alcuni poi affermati anche a livello nazionale. Noi facevamo parte del direttivo”.

Nel corso degli anni Le Scorie si sono presi delle pause, anche molto lunghe, ognuno impegnato nei propri percorsi famigliari e professionali. Gianni, Francesco, Fabrizio, Pierluigi sono i nomi di altri musicisti che si sono mossi fra le fila del gruppo, e Moreno, in arte Jumbo, autore del celebre motto di apertura dei concerti. Oggi la storica band cesenate è tornata stabilmente sulla scena musicale locale e la scorsa estate ha pubblicato il suo primo disco ufficiale, Ai bordi della strada. Trentatre anni di genesi per un lavoro che raccoglie tutti i pezzi storici del gruppo, riarrangiati con un sound più fresco, ma sempre legato al rhythm & blues più seminale. L’album, disponibile su supporto fisico da Rev Up a Cesena e da B Side a Forlì e in digitale in alcune piattaforme di streaming, contiene anche un brano inedito, dal titolo Tenera è la notte.

Dopo un’estate dal vivo piuttosto intensa, la band ha già in cantiere diversi live per l’autunno. Inoltre da settembre è impegnata in una nuova avventura, a Forlì, dove ha inaugurato Candischi, un nuovo spazio culturale polivalente dedicato agli artisti del territorio romagnolo. “Una stanza aperta a chi vuole dire qualcosa senza condizionamenti e a chi vuol ascoltare senza distrazioni – spiegano Le Scorie -. Musica, teatro, letteratura, poesia, arti visive: la stanza è pronta per ascoltare, anche noi”.

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