A Forlì Ulisse è uno, nessuno e centomila

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Calco del gruppo del Laocoonte, gesso. Città del Vaticano, Musei Vaticani

La mostra “Ulisse, l’arte e mito”, dedicata al più noto esploratore dell’Epica, è essa stessa un viaggio. Un viaggio nella storia, tra gli stili dell’arte e della moda, ma allo stesso tempo un viaggio nei topos della narrazione e negli archetipi dell’iniziazione.

Come racconta nella presentazione Antonio Paolucci: Ulisse è il viaggio, la ricerca dell’ignoto oltre le colonne d’Ercole, è il ritorno alla patria e possiede già – 500 anni circa prima della nascita di Cristo – la struttura narrativa di tutta la letteratura classica degli anni a venire, fino al Novecento. La mostra, visitabile al Museo San Domenico di Forlì fino al 31 ottobre, è realizzata grazie alla Fondazione Cassa di Risparmi con la regia di Gianfranco Brunelli e attraversa il mito più amato dalla nostra cultura, in circa 3000 anni di storia dell’arte.

Furono proprio i romani i primi a simpatizzare con il mito greco, forse perché incarnava le gesta degli imperatori impegnati alla conquista del Mediterraneo. Livio Andronico tradusse per la prima volta, nel III secolo AC., l’Odissea in latino. Da quel momento Ulisse diventa il protagonista della storia dell’arte e della letteratura romana. I gruppi statuari della villa dell’imperatore Tiberio a Sperlonga dimostrano la grande fascinazione che ebbero le vicende di Ulisse: in particolare l’episodio dell’uccisione di Polifemo, ma anche quello di Laocoonte e dei suoi due figli Antifate e Timbreo mentre sono stritolati da due serpenti marini. L’iconografia viene poi a sua volta riproposta nel Rinascimento; il più celebre lo conosciamo tutti: è il Lacoonte di Michelangelo.

Calco del gruppo del Laocoonte, gesso. Città del Vaticano, Musei Vaticani

Tuttavia l’itinerario della mostra comincia, in maniera scenografica, nella Chiesa di san Giacomo: un sorta di sintesi sincronica che anticipa la mostra. In mezzo alla navata centrale si stende il suggestivo allestimento dei resti di una barca antica che doveva essere molto simile a quella utilizzata da Ulisse alla partenza da Itaca per il suo peregrinare nel Mediterraneo.

Si tratta della barca di Gela, lunga circa 17 metri e larga 4,5 metri, datata tra il VI e V secolo a C. e ritrovata a 5 metri di profondità nel 1988 in Sicilia al largo di Gela. Un ritrovamento archeologico eccezionale che ha richiesto molti anni di lavoro per il recupero dal mare dei materiali lignei fragilissimi avvenuto tra il 2003 e il 2005.

Foto: Fabio Blaco

Poi nel vasto spazio della chiesa il tempo si sovrappone e ritroviamo il Parnaso in un circolo di statue in marmo del II secolo a C. raffiguranti diversi Dei greci: Hermes, Apollo, Demetra, Hera, fino ad una stupefacente copia, in gesso dipinto, dello Zeus bronzeo dell’Artemisia del 1932, su cui campeggia, altissimo, il cavallo in alluminio di Mimmo Paladino del 2014.

Nelle 14 sezioni che si susseguono la mostra torna repentinamente alla cronologia storica. Si scopre come ogni secolo sia stato affascinato da un tema in particolare. Nel Medioevo le figure delle Sirene incarnano la tentazione e il peccato, mentre nel 1300 nel capitolo XXVI dell’Inferno Dante è interessato ad Ulisse come colui che ha osato sfidare la conoscenza e lo ha portato alla perdizione. Nel Rinascimento Ulisse è l’emblema delle virtù che il Principe doveva possedere, mentre nel 1600 è la maga Circe ad affascinare artisti e letterati. Nell’Ottocento, il secolo del Romanticismo sono le forti passioni del mito e la natura ad interessare, fino ad arrivare al Novecento che identifica in Ulisse il carattere contemporaneo dell’uomo inquieto in tormentata ricerca del nuovo o, in altri casi, come nelle opere di De Chirico, il simbolo nostalgico di un’età dell’oro perduta.

Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1924, olio su tela. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Tremila anni di storia orale, scritta e visiva, per un racconto senza tempo che è diventato parte della memoria collettiva e archetipo della cultura occidentale. Un Mito, appunto.

 

Apertura: da martedì a giovedì e domenica: 9.30-13.30 / 17.00-22.30, venerdì, sabato, giorni festivi: 9.30-13.30 / 17.00-23.00. In settembre e ottobre da martedì a venerdì: 9.30-19.00, sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00. La biglietteria chiude un’ora prima.

Info e prenotazioni: 199151134, www.mostraulisse.it

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