Barry Adamson, saper sempre dove correre

In barba alla scaramanzia, album numero tredici per l’ex Magazine e Bad Seeds di ritorno: Know Where To Run è la conferma del genio del musicista inglese. Con lui George Vjestica, recluta più recente dei Semi Cattivi. La recensione.

Hugo Race, fatalismo atto III (e mezzo)

Terzo disco dell’artista australiano con i Fatalists aka Sacri Cuori: 24 Hours To Nowhere è la conferma di una collaborazione solida e che regala sempre risultati di grande valore. Ospiti Angie Hart dei Frente! e due nomi noti del panorama alternativo italiano quali Davide Mahoney e Giovanni Ferrario. La recensione.

Tutti a nanna coi Pretty Things!

Il ritorno del gruppo capitanato da Phil May e Dick Taylor non delude – anzi, The Sweet Pretty Things (Are In Bed Now, Of Course…) è una spettacolare enciclopedia di tutto quello che ha reso immortale la band inglese. Con piccolo, rispettoso cammeo di Paul Weller. La recensione.

Paul Simon, ninne-nanne per insonni

L’artista newyorchese torna alla ribalta con Stranger To Stranger, disco molto interessante che lo riunisce allo storico produttore Roy Halee e che in tre brani vede la partecipazione del produttore e DJ italiano Clap! Clap! aka Digi G'Alessio. E nella versione deluxe compare Dion. La recensione.

Van Morrison, niente di nuovo ma niente di male

Il nuovo album del Cowboy di Belfast mostra un artista in vena ritrovata: Keep Me Singing ha almeno due brani davvero eccellenti mentre il resto è su un buon standard di qualità, con il pregio che tutto sembra più curato che nel recente passato. La recensione.

Blind Willie Johnson, notte scura e terra fredda

Cast di prim’ordine per il tributo al grande bluesman texano: in God Don't Never Change sono protagonisti nientemeno che Tom Waits con due pezzi, Rickie Lee Jones, i Cowboy Junkies, Lucinda Williams, Sinéad O'Connor e diversi altri. La recensione.

Howe Gelb e gli standard del futuro

Esce proprio domani il nuovo album della grande testa pensante dei Giant Sand: Future Standards, nonostante il titolo forviante, è una raccolta di splendidi nuovi pezzi con l’eccezione del suo classico Shiver (In Tucson). Ospite in diversi pezzi a duettare con l’artista è la giovane cantautrice Lonna Kelley. La recensione.

Slat, un rapper senza filtri nel Paese dei Balocchi

“Eccomi qua senza né patria, né padrone. È come se vivessi in mezzo tra la luna e il sole. Ripenso alle persone, ci investo...

Crista, quando il pop-rock fuori dai cliché è “Femmina”

È un pop-rock energico e genuino quello di Crista. Il suo sound ha un piglio a tratti graffiante e a tratti scanzonato e irriverente,...

My Morning Jacket e il loro ultimo “The Waterfall”: una cascata fresca e rigenerante

  Finalmente, è arrivato – la band più pensante del rock americano del nuovo Millennio, naturalmente i My Morning Jacket, sono tornati con The Waterfall...

Disco tributo a Jacques Dutronc, una vera Cacapoum!

Tanti nomi più o meno noti della scena francese rendono omaggio al grande artista parigino – risultato poco incoraggiante, anche se l’album comunque ci dà la possibilità di parlare di un vero genio della musica contemporanea.

Enzo Gragnaniello, ’na bella vita

Com Misteriosamente l’artista partenopeo sia conferma uno dei grandi della musica d’autore italiana contemporanea.

Dwight Yoakam, ritorno al bluegrass!

Il grande artista americano per i trent’anni esatti di carriera torna alla musica di casa sua, il Kentucky: riprende una dozzina di classici a sua firma e li ri-arrangia con lo stile nobile inventato da Bill Monroe. Spicca una cover di Prince, Purple Rain. La recensione.

Ben Bridwell e Iron & Wine, cover naÏve

La collaborazione fra il cantante dei Band Of Horses e Sam Bean fatta di cover prese qui e là nel tempo e nei generi non lascia una buona impressione – Talking Heads, J.J. Cale, John Cale, David Gilmour, Sade, Peter La Farge e il resto degli artisti scelti per Sing Into My Mouth è meglio sentirli in versione originale…

Dead Weather, sentire l’amore ogni milione di miglia

Terza prova per la band guidata da Jack White e Alison Mosshart – Dodge And Burn è un bel disco dove istinto e ragione sono in giusto equilibrio fra loro, come vuole regola di ogni opera con protagonista l’ex mente dei White Stripes. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

Paolo Bonfanti riporta tutto a casa

Nuovo disco dal vivo per il grande chitarrista e autore ligure – prodotto da Steve Berlin (Los Lobos, Blasters) e con magnifiche riletture di suoi favoriti come O.V. Wright, Grateful Dead e Who.

Dexys, al sapor di country-soul irlandese

Il travolgente gruppo inglese guidato da Kevin Rowland (una volta erano i Dexys Midnight Runners) dopo il capolavoro del 2012, regalano con Let The Record Show/Dexys Do Irish And Country Soul un’appendice fatta di cover, omaggio a 360° allo scibile musicale. In scaletta brani a firma Bee Gees, Joni Mitchell, Johnny Cash, Rod Stewart, Hugh Masekela, Slim Whitman nonché qualche standard Irish rifatto con classe diamantina. La recensione.

Lo spanglish di Carrie Rodriguez

Eccellente concept album dell’artista texana, che alterna sue composizioni a brani rivisitati della tradizione mexican. Il tutto con la produzione di Lee Townsend e un gruppo d’accompagnamento di primo livello formato da Bill Frisell, David Pulkingham e Viktor Krauss. La recensione.

“Heartbreak Pass”, il nuovo disco dei Giant Sand: il piatto ricco del “coincidentalista” Gelb

      In trent’anni esatti di Giant Sand ciò che colpisce più di tutto è come Howe Gelb, il lìdér maximo del Gigante di Sabbia, non...