Il Texas secondo Nick Cave & Warren Ellis

Il duo parallelo ai Bad Seeds si ripresenta con una nuova colonna sonora che conferma quanto di buono fatto finora: Hell Or High Water anticipa l’uscita italiana dell’omonimo film di David Mackenzie con protagonista Jeff Bridges. Oltre ai loro brani, anche classici di Townes Van Zandt, Waylon Jennings, Chris Stapleton e Ray Wylie Hubbard. La recensione.

Eric Andersen, ombre e luci nel nome di Albert Camus

Il leggendario autore di Thirsty Boots dedica un’intero EP di quasi mezz’ora allo scrittore franco-algerino – il risultato è ostico ma assolutamente affascinante.

Random, ode al nuovo “minimalismo cantautoral-pop” del Duo Bucolico

La vita trascorsa a bordo di un furgone, vagando freneticamente qua e là, come la pallina di un flipper, su e giù per i...

Bob Dylan e gli angeli caduti

Ecco il secondo capitolo dedicato al repertorio di Frank Sinatra: per Fallen Angels l’artista porta la sua band di nuovo ai Capitol Studios e ne esce con una serie di standard immortali fatti propri in modo molto convincente. La recensione.

Pura come… Jackie DeShannon!

All The Love è un disco di inediti fatto e finito che la grande artista americana incise nel 1973 sotto la produzione di Tom Dowd, uno dei luminari della produzione di casa Atlantic. In aggiunta, ben quattro inediti scritti e prodotti da Van Morrison. Risultato spettacolare. La recensione.

Richard Thompson, con pochissimo Wilco!

Il grande autore e chitarrista torna con l’album Still prodotto da Jeff Tweedy – un disco fra luci e ombre che lascia diversi dubbi sull’inedita accoppiata. In ogni caso, grande attesa per l’arrivo dell’artista con il suo Electric Trio per due concerti italiani: il 3 Ottobre a Treviglio (BG) e il 4 a Roma.

Allen Ginsberg e il blues primitivo

Eccezionale triplo boxset che raccoglie due dischi con diversi inediti del grande poeta di Jukeboxe all’idrogeno. In The Last Word On First Blues fanno parata anche amici e adepti come Bob Dylan, David Mansfield, Arthur Russell, John Hammond Sr, Harry Smith, Hal Willner, Peter Orlovsky e diversi altri. La recensione di un vero gioiello irrinunciabile.

David Bromberg: Bob Dylan non suona con degli sfigati!

The Blues, The Whole Blues And Nothing But The Blues è il nuovo disco del grande artista americano, che per la seconda volta si fa produrre da Larry Campbell. Il menù offre un paio di originali e tutta una serie di cover fatte con cristallina maestria. La recensione.

Hope Sandoval, divina creatura

Until The Hunter riporta alle cronache la splendida cantante e autrice dei Mazzy Star: ossia terzo lavoro con il progetto parallelo Warm Inventions. Il risultato è un album intenso e fra i più belli del 2016. Ospite in un brano Kurt Vile, mentre dietro alla consolle e uomo ombra tuttofare è sempre il consolidato Colm Ó Cíosóig (My Bloody Valentine). La recensione.

Tom Jones, di valige perdute e altre meraviglie

Long Lost Suitcase chiude la trilogia di dischi incisi dall’interprete gallese con la perfetta regia produttiva di Ethan Johns – il risultato è di quelli di pura eccellenza. Ospite in un brano Imelda May – il resto lo fa la presenza unica e inimitabile di TJ. La recensione.

L’Italia alla conquista di PJ Harvey

Disco numero undici per la Principessa del Dorset: nuova prova di assoluta bravura di un’artista unica. In The Hope Six Demolition Project, oltre a un cameo di Linton Kwesi Johnson, l’accompagnano antichi collaborati come John Parish, Flood, Mick Harvey, James Johnston e Terry Edwards nonché due italiani quali Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Alessandro “Asso” Stefana (Guano Padano, Vinicio Capossela). La recensione.

Gianluca Mondo: storie di petali, visioni e blues

Petali è uno di quei dischi che non ti spetti – un lavoro di un artista senza i cliché tipici di molta musica italiana contemporanea, dove la ricerca poetica ed espressiva è davvero di gran livello e merita più che una chance di ascolto.

Paolo Bonfanti riporta tutto a casa

Nuovo disco dal vivo per il grande chitarrista e autore ligure – prodotto da Steve Berlin (Los Lobos, Blasters) e con magnifiche riletture di suoi favoriti come O.V. Wright, Grateful Dead e Who.

Carlo Muratori, la Sicilia e il Sale

Sale è il nuovo album del grande cantautore siciliano, che a otto anni dal precedente regala un’opera di valore assoluto. Produce Stefano Melone (Ivano Fossati, Fabrizio De André) – ospiti Franco Battiato, Daniele Sepe e Mario Arcari. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

Chills, il gruppo kiwi che inventò il brit-pop (paradisiaco)

Il grande gruppo neozelandese torna alla ribalta dopo due decenni – e sembra che non sia passato un giorno dai lori fasti. Silver Bullets conferma il genio di Martin Phillipps, sregolato ma unico. La recensione.

Jack White, lo zucchero non è mai stato così buono!

Acoustic Recordings 1998-2016 è l’imperdibile doppio CD che il signor Seven Nation Army dà alle stampe proprio in questi giorni: ventisei brani unplugged presi dal proprio repertorio solista, da quello dei White Stripes e da quello dei Raconteurs. La recensione di una grande lezione di stile e di musica.

John Doe, l’uomo del West

Con la produzione di Howe Gelb (Giant Sand), il cantante, bassista e autore degli X con The Westerner pubblica un lavoro crepuscolare, in parte ispirato alla morte di Michael Blake, lo scrittore di Balla coi lupi. Ospite in un brano Debbie Harry (Blondie). La recensione.

Hugo Race, fatalismo atto III (e mezzo)

Terzo disco dell’artista australiano con i Fatalists aka Sacri Cuori: 24 Hours To Nowhere è la conferma di una collaborazione solida e che regala sempre risultati di grande valore. Ospiti Angie Hart dei Frente! e due nomi noti del panorama alternativo italiano quali Davide Mahoney e Giovanni Ferrario. La recensione.

Ronnie Spector, il cuore inglese di New York

Impeccabile ritorno della ex voce delle Ronettes, che in English Heart infila una selezione di (non scontati) pezzi all-british di classici anni Sessanta: Stones, Animals, Kinks, Beatles, Fortunes, Bee Gees, Gerry & The Pacemakers e altri. La recensione.