Tom Petty, di Spezzacuori e di Mudcrutch

Gli Heartbreakers si mascherano di nuovo e danno le stampe Mudcrutch 2: il disco segue il solco del predecessore pubblicato nel 2008, dove le influenze Grateful Dead sono palesemente sfacciate. La recensione.

Hugo Race, fatalismo atto III (e mezzo)

Terzo disco dell’artista australiano con i Fatalists aka Sacri Cuori: 24 Hours To Nowhere è la conferma di una collaborazione solida e che regala sempre risultati di grande valore. Ospiti Angie Hart dei Frente! e due nomi noti del panorama alternativo italiano quali Davide Mahoney e Giovanni Ferrario. La recensione.

Buffy Sainte-Marie, potere nel sangue!

La grande artista canadese di origine Cree dopo sette anni di silenzio mette insieme un magnifico disco che unisce nativi americani, Alabama 3 e UB40

Mavis Staples, sempre con Gesù accanto!

La leggendaria cantante di Chicago stavolta si fa produrre da M. Ward e si fa scrivere brani appositamente da una pletora di artisti col nome appariscente: Nick Cave, Justin Vernon aka Bon Iver, Valerie June, Neko Case, Ben Harper, tUnE-yArDs. La recensione dell’imperdibile Livin’ On A High Note.

Rolling Stones, blues a scacchi

Il gruppo di Mick Jagger & Keith Richards punta dritto a Chicago e alla Chess per il nuovo album Lonesome And Blue, dodici brani tratti dal repertorio di classici come Little Walter, Howlin’ Wolf e Willie Dixon. Produce Don Was, ospiti d’eccezione Eric Clapton e Jim Keltner. La recensione.

Il delirio di Les Claypool & Sean Lennon

L’improbabile coppia formata dal leader dei Primus e dalla progenie Lennon-Ono regala al mondo Monolith Of Phobos – e il mondo dovrebbe esserne contento! Non tutto perfettamente a fuoco, ma l’inedito duo ci dà dentro che è un piacere. La recensione.

Widespread Panic, veri cani di strada

Street Dogs è il dodicesimo lavoro di studio della band di Athens, Georgia – che segna una battuta d’arresto in termini di creatività, anche se qualche buon momento non è negato. La recensione.

Wood Brothers, ritorno a Matewan

Chris Wood (Medeski Martin & Wood) e suo fratello Oliver arrivano al decimo anno di attività con il loro side project – e Paradise conferma tutto quello che finora il trio ha fatto di buono. La recensione.

Il cuore strabico di Keith Richards

Terzo disco di studio per il chitarrista dei Rolling Stones – buon esercizio enciclopedico della musica dell’artista, circondato dai fidi X-Pensive Winos e da special guest come Spooner Oldham, Larry Campbell e Norah Jones. La recensione.

Barry Adamson, saper sempre dove correre

In barba alla scaramanzia, album numero tredici per l’ex Magazine e Bad Seeds di ritorno: Know Where To Run è la conferma del genio del musicista inglese. Con lui George Vjestica, recluta più recente dei Semi Cattivi. La recensione.

Elza Soares, lacrime di samba sulla punta dei piedi

La regina della musica e della favela brasiliana, la donna che scandalizzò un popolo per l’amore da copertine quanto disperato con Garrincha, è tornata: non si sa se di anni ne abbia o quasi 80 o quasi 90 e viaggia su sedia a rotelle – ma la certezza è che A Mulher do Fim do Mundo è davvero un disco avveniristico. Ospiti speciali Celso Sim e Rodrigo Campos. La recensione.

Slat, un rapper senza filtri nel Paese dei Balocchi

“Eccomi qua senza né patria, né padrone. È come se vivessi in mezzo tra la luna e il sole. Ripenso alle persone, ci investo...

I cancelli d’oro dei Los Lobos

Solita prova di grande livello del gruppo di Los Angeles – Gates Of Gold è composto di undici brani che sono la quintessenza di tutto ciò che in questi decenni ha fatto grandi David Hidalgo, Cesar Rosas e compagni. La recensione.

Abbiamo ascoltato per voi “I Can’t Forget” il nuovo album dal vivo di Leonard...

Arrangiamenti inaspettati, sorprese e un paio di cover, fra cui la splendida Choices di George Jones, per l’ottantunenne genio canadese

Neil Young, gli anni Ottanta che bisogna riscrivere

Il Loner compie settant’anni e senza molti preamboli si regala un doppio dal vivo registrato nel 1988 che sputa fiamme e fiati ovunque – ecco Bluenote Café, cavalcata di oltre venti brani fra i meno scontati dell’artista. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

Massimiliano Larocca, per chi pace non cerca e guerra non sopporta

Un mistero di sogni avverati è il quinto album dell’artista fiorentino, impegnato di nuovo a musicare l’opera letteraria di Dino Campana. Produce il Maestro Riccardo Tesi (Ivano Fossati, Fabrizio De André) con l’aiuto di Antonio Gramentieri – ospiti Nada, Hugo Race, Sacri Cuori, Cesare Basile e l’attore-regista Claudio Ascoli. La recensione.

James Johnston, stanze senza stelle

Debutto solista per il leader dei Gallon Drunk: The Starless Room arriva dopo un lungo percorso che oltre al suo gruppo lo ha visto accanto a Nick Cave, Lydia Lunch e PJ Harvey. Il risultato è un album composito e con molte riuscite sofisticazioni. La recensione.

“Heartbreak Pass”, il nuovo disco dei Giant Sand: il piatto ricco del “coincidentalista” Gelb

      In trent’anni esatti di Giant Sand ciò che colpisce più di tutto è come Howe Gelb, il lìdér maximo del Gigante di Sabbia, non...

Dion: bianco, nero, Bronx!

New York Is My Home è prodotto da Jimmy Vivino, in un brano vi è ospite Paul Simon e in generale è una prova di grande classe dell’artista newyorchese, che è nel pieno del settimo decennio di attività. La recensione.